L’importanza di imparare a leggere le “etichette”

L’importanza di imparare a leggere le “etichette”

2 February 2026

“Fidarsi è bene… ma non fidarsi è meglio”

Quando scegliamo cosa mettere nella ciotola dei nostri cani e gatti, lo facciamo quasi sempre con le migliori intenzioni: vogliamo il meglio, vogliamo proteggerli, vogliamo vederli stare bene.

Eppure, nel mondo del pet food (e non solo … ), è facilissimo cadere in inganno, facendosi guidare da ciò che sembra giusto: la marca, la pubblicità, il passaparola, le frasi rassicuranti stampate in grande sulla confezione, ci convincono che un'analisi più approfondita sia superflua, e decidiamo così di fidarci.

Ma non sempre è oro tutto quel che luccica …
Ecco perché imparare a leggere le etichette è importante: serve a scegliere consapevolmente, serve a tutelare la salute dei nostri animali nel tempo.

La mia esperienza personale

Fino a pochi anni fa le mie scelte erano guidate da:

  • passaparola (“con questo mi trovo benissimo”)

  • indicazioni del veterinario non nutrizionista

  • fiducia nel negoziante, nella marca, nella visibilità del prodotto

Poi alcuni dei miei cani e gatti hanno iniziato ad ammalarsi: infiammazioni al fegato, pancreas, stomaco e intestino, apparato urinario, cuore, reni, denti …

E lì ho capito che dovevo “metterci sopra la testa”.

Compravo marche costose e super consigliate … ma allora perché si ammalavano?

Mi sono a quel punto chiesta:
E se quello che stavo dandogli da mangiare fosse parte del problema?

Il fatto che lo mangino volentieri non significa che sia un buon prodotto.
Potrebbe semplicemente essere ricco di appetizzanti (e sappiamo tutti che, se potesse scegliere, un bimbo sceglierebbe “patatine” invece della “minestra”).
Molto "pet food" viene reso “gustoso” con appetizzanti non necessari e spesso dannosi: servono a vendere, non a far stare bene.

“Gestire” non è “risolvere”: il grande equivoco

Troppo spesso la soluzione proposta non è: “individuiamo la causa e risolviamo il problema all’origine”.
Ma è: “scegliamo un prodotto che gestisca il problema”.

Attenzione: non sto dicendo che un alimento “specifico” non possa essere utile.
Può esserlo temporaneamente, come supporto, mentre si cerca la causa reale.

Ho provato ad acquistare linee “vet” molto costose di marche famose: per ogni problema c’era una “vetline” che prometteva di risolverlo.

A volte il sintomo migliorava ma la causa non scompariva, e nessuno dei miei gatti e cani guariva.
Nel frattempo comparivano altri segnali: nuove sensibilità, nuove allergie, nuovi sintomi.

Finché non mi sono fatta l’unica domanda che aveva davvero senso:
“Ok, ma al di là del nome (gastrointestinal, obesity, renal, urinary, hypoallergenic…) cosa sto dando da mangiare? Cosa contengono queste linee di prodotti?”

Il punto di svolta, un impegno quotidiano

  • come interpretare una tabella nutrizionale (proteine, grassi, fibra e ceneri)

  • come calcolare la percentuale d'acqua presente ed i carboidrati

  • come leggere la lista ingredienti

  • imparare a valutare le materie prime

  • comprendere i componenti analitici

  • cosa può nascondersi dietro certe diciture

  • perché alcune formulazioni possono “risolvere” apparentemente un sintomo ma essere causa di futuri squilibri 

  • perché un alimento può sembrare la giusta soluzione, ma non essere assolutamente adatto nel lungo periodo

Un percorso complesso e con molte risposte incomplete: “la maggior parte delle etichette non sono scritte per essere chiare … sono scritte per vendere”.

Leggere, confrontarmi, fare domande, cercare spiegazioni.

Per fortuna oggi ci sono sempre più veterinari nutrizionisti che mettono a disposizione il loro sapere e sono molti i corsi di formazione dedicati all’alimentazione.

Perché l’etichetta è una “mappa”

L’etichetta non è un dettaglio. È una mappa.

È imparando a leggerla che puoi capire se stai comprando:

  • un alimento davvero adatto alla specie

  • un prodotto “bello da leggere” ma povero di sostanza

  • una formula adatta ad una alimentazione bilanciata o solo un “tampone”

  • un cibo che può aiutare davvero o che rischia di alimentare nel tempo infiammazioni e squilibri

Leggere un’etichetta:

1) Ingredienti

- cosa c’è davvero dentro e in che percentuale
- qualità e chiarezza delle materie prime
- diciture “furbe” che suonano bene ma dicono poco
- coerenza con un’alimentazione adatta alla specie

2) Componenti analitici

- proteine, grassi, fibre, ceneri: in che percentuali sono presenti e cosa significano
- equilibrio dei valori rispetto all’età, stile di vita e sensibilità

3) Messaggi marketing

“naturale”, “premium”, “grain free”, “ipoallergenico”, “vetline" etc etc

Parole che tranquillizzano, ma che da sole non garantiscono nulla se la composizione del prodotto non è quella adatta.

4) Contenuti celati e zone grigie

- diciture troppe generiche
- informazioni mancanti (non obbligate per legge)
- incoerenze tra promessa e contenuto
- dettagli che fanno la differenza

5) Qualità reale del prodotto

- non quella pubblicizzata

Errori comuni quando leggiamo le etichette

Errore #1: Fermarsi al “titolo sulla confezione” o all’immagine caratterizzante

Se il prodotto è di qualità lo si scopre solo attraverso la lettura della composizione.

Errore #2: Pensare che “se costa tanto allora è buono”

Il prezzo non è una garanzia. 

Errore #3: Non basta leggere l’etichetta, serve anche imparare ad interpretarla

L’etichetta è un’ottima cartina di tornasole, ma dobbiamo comunque conoscere i pilastri di un’alimentazione adatta alla specie e confrontarle con le specifiche esigenze del nostro animale.

Sei interessato ad una consulenza alimentare gratuita e personalizzata per il tuo cane o il tuo gatto?

Metto a disposizione la mia esperienza, la mia continua formazione ed il mio tempo per aiutarti a fare scelte consapevoli e serene, nel rispetto del benessere animale.